Il grande Gipeto “Argentera” è tornato libero
Sabato 9 febbraio 2008, il Gipeto (Gypaetus barbatus) denominato ”Argentera” è tornato libero.
Sopra l’incantevole frazione di Rochemolles, poco lontano dalle pareti del ghiacciaio del Sommeiller, alla presenza di una piccola folla di appassionati si è felicemente concluso il ritorno in natura di uno dei più longevi esemplari di questa specie presenti sulle Alpi occidentali.
Questa grande femmina adulta (oltre 6 kg. di peso per circa 2,8 m. di apertura alare!), nata in cattività, era stata infatti liberata una prima volta nel 1993 in Francia dai Parchi delle Alpi Marittime e del Mercantour, nell'ambito del progetto internazionale di conservazione e reintroduzione di questa specie sulle Alpi. A metà gennaio era stata ritrovata ferita, probabilmente dai ripetuti attacchi delle aquile, a Bardonecchia (TO) nei pressi degli impianti di risalita di Campo Smith.
“Argentera”, è stata curata a tempo di record presso l’Oasi naturalistica di Sant’Alessio (Pv), il Centro specializzato fondato dal naturalista Harry Salamon che costituisce una delle pochissime strutture italiane in grado di curare e riabilitare un rapace di questo tipo e dimensioni.
Ormai pienamente riabilitato e munito di radio satellitare che ne permetterà per oltre 18 mesi di seguirne gli spostamenti, alle ore 13,00 di sabato “Argentera” è tornato in libertà, proprio negli stessi luoghi che aveva scelto di frequentare negli ultimi tempi.
“Abbiano resistito alla tentazione di spostarlo in altri siti delle Alpi” – ha commentato l’ornitologo Paolo Fasce, Presidente della Fondazione Internazionale per la Conservazione del Gipeto – proprio per rispettare le scelte degli animali. Una strategia che sino ad ora si è sempre rivelata vincente”. E quasi a voler sottolineare le parole di Fasce, “Argentera” è stata quasi subito affiancata in volo da altri due gipeti, un adulto e un giovane, spuntati nel cielo color cobalto di un’indimenticabile mattinata.
Un evento importate, considerata l’estrema rarità di questa specie (oggi sono circa un centinaio i gipeti presenti sull’arco alpino) e reso possibile dalla spassionata collaborazione di ambientalisti, cacciatori, guardaparco, guardie del Corpo Forestale, guardie della Provincia di Torino, comune di Bardonecchia.
S.Alessio (Pv), 9 febbraio 2008
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